Lo sport italiano discute la riforma: soddisfazione della politica e scetticismo degli addetti ai lavori

In assemblea plenaria, lo sport italiano si è riunito ieri all’Acqua Acetosa per discutere della riforma che interverrà su sport e salute. Alla presenza del Coni, hanno esposto le ragioni dell’intervento legislativo alcuni esponenti del governo che hanno partecipato all’elaborazione della proposta. Presente alla cerimonia anche il Ministro degli Interni Matteo Salvini.

Le prime parole sono arrivate dal sottosegretario Giorgetti: <>.

In seguito, è intervenuta il Ministro della Salute Grillo: «Investire in attività fisica è fondamentale, noi in Italia siamo al di sotto delle linee guida che arrivano dall’organizzazione mondiale della Sanità. C’è un lavoro enorme da fare, stiamo ragionando su incentivi da proporre per invogliare tutti a fare attività fisica». Pensiero condiviso anche dal Ministro dell’Istruzione Bussetti: «Il mio desiderio è di concretizzare lo sport nella scuola: bisogna lottare contro l’abbandono allo sport, ci sono numeri negativi. La scuola è il centro di riferimento per le famiglie. Il mondo dello sport e della scuola dovranno parlarsi con la stessa lingua. Daremo attenzione anche agli impianti sportivi. Praticare lo sport permette di avere persone migliori in futuro». «Avere un sistema che utilizza fondi pubblici e li utilizza con meritocrazia è il nostro obiettivo — ha sottolineato Valente —. Il Coni continuerà a lavorare nel rispetto della carta olimpica».

Tra i favorevoli alla riforma, anche Salvini: «In un settore dove di solito si taglia, abbiamo fatto un investimento di civiltà, educazione e formazione di questo sono orgoglioso. È vero che in queste settimane ci siamo scontrati, ma se questo Paese punterà di più sullo sport di base diventeremo un paese migliore. Ho due figli che spero avranno un futuro diverso dall’esperienza paterna. Io sono l’esempio di quello che si diventa se non si fa sport. Quando vado a sciare mi fermo in baita a mangiare la polenta, lo Stretto l’ho attraversato ma solo sul traghetto, però nella pesca sportiva non mi batte nessuno, anche se sono esperto di pesca e senza l’aggettivo. Questa riforma è un investimento per il futuro, l’Italia sarà un paese migliore se cambierà la mentalità».

Infine, si è espresso il presidente del Coni Giovanni Malagò: «Mi sono battuto per evitare questo nome che sinceramente non condivido, è molto inflazionato". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sulla denominazione 'Sport e salute' scelta dal Governo per sostituire la Coni servizi, cassaforte dello sport italiano. Malagò, durante la conferenza stampa ha ricordato poi che è in corso un "dialogo quotidiano" tra le parti "perché ci sono ancora aspetti legati al perimetro di azione del Coni" all'interno della riforma, e che segue a una prima fase in cui "c'è stato stupore e dispiacere soprattutto per aspetti formali con cui si è arrivati a questo punto, dalla mattina alla sera, senza sapere nulla". Malagò ha anche parlato della corsa all'Olimpiade 2026: "La candidatura di Stoccolma? Non sono assolutamente preoccupato, sono realista ma non solo oggi. Lo ero dal primo giorno perché conosco bene quel mondo. Il grande errore sarebbe quello di non portare rispetto a qualsiasi altra candidatura, soprattutto quella di un paese come la Svezia che non ha mai avuto olimpiadi invernali. La verità è che da qui al 24-25 giugno bisogna lavorare, come stiamo facendo". Sul rischio che la riforma possa compromettere la preparazione olimpica in vista di Tokyo 2020, il capo dello sport italiano precisa: "No, qui è molto chiaro chi fa cosa e non ci sono equivoci. Tra l'altro sull'alto livello, con i risultati che stiamo facendo, onestamente non mi sento di dire che sono preoccupato. Il mio stato d'animo? Pragmatico".

Come evidenziato in un comunicato diramato dal ‘Comitato Fair Play’, “per recuperare nella memoria storica del periodo repubblicano una tale mobilitazione di Governo per riflettere sul da farsi sul tema dello sport con un taglio esplicitamente sociale, occorre rifarsi alla Conferenza Nazionale indetta da Nicola Signorello alla Sala della Confindustria dell’EUR trentasei anni fa, certamente con ben altra struttura e spessore, visto che erano coinvolti Comuni e Regioni, si lavorava in commissioni d’esperti e l’obiettivo dichiarato era quello di segnare una demarcazione netta tra amatorialità e professionismo, tra sport sociale e spettacolo sportivo, sino all’obiettivo esplicito di dar vita al Ministero dello Sport”.

Il medesimo comitato, tuttavia, si mostra scettico nei confronti del programma di governo, temendo che la creazione dell’’Agenzia Sport e Salute’ rappresenti il primo passo verso lo smarcamento dell’attività ministeriale da quella sportiva vera e propria, nonché nella trasformazione dello sport in “un formidabile mezzo educativo, salva vita e salva finanze”.
Come ribadito, “emerge l’ipotesi che la manovra in atto sia in realtà una forma vera e propria di riforma nella mancanza di un progetto ufficiale discusso e condiviso, nonostante le considerazioni dello stesso Giorgetti e di Valente che, non a caso, si sono più volte preoccupati di sottolineare la parzialità del provvedimento in fase di attuazione, rispetto alla esigenza di una vera riforma con Legge Quadro per lo Sport. In definitiva, in mancanza del pranzo, ci dovremmo accontentare di una “insalatona”, dov’è possibile trovare la “pace fiscale “, il risanamento possibile delle palestre scolastiche e l’avvio dell’attività di educazione allo sport ed al fair play nelle “primarie”, con l’assunzione di docenti in scienze motorie, incentivi dal Ministero della Salute per attività fisica e sportiva come prevenzione, provvedimenti a favore degli "animatori" e dei lavoratori nel settore sportivo, semplificazione della burocrazia e avvio dei processi di aggregazione”.
(A.S.)
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