Verso il Recovery Fund: gli Ets chiedono incentivi alle politiche sulla disabilità

Un piano di rilancio delle politiche per la disabilità accedendo alle risorse europee del Recovery Fund. A chiederlo sono molte organizzazioni del terzo settore che si occupano di disabilità, in vista della Giornata Internazionale delle persone con disabilità che si svolge il 3 dicembre. Nel mondo, roicorda la Lega del Filo d'oro, si stima ci siano circa 650 milioni di persone che vivono con una o più disabilità, il 10% della popolazione mondiale. Nel nostro Paese si stima siano 4.360.000, ma una persona su 5 dichiara di avere gravi difficoltà in almeno una attività quotidiana (dall'uso del telefono, al prendere farmaci, dal gestire le proprie risorse economiche, al prepararsi i pasti, fare la spesa o svolgere le attività domestiche). Di queste, quasi 190 mila persone vivono avendo perso in tutto o in parte la vista e l'udito. E sebbene 7 Italiani su 10 sappiano che la sordocecità può presentarsi alla nascita (per infezioni in gravidanza, nascita prematura, malattie rare, ecc.) o può arrivare nel corso della vita (a causa di traumi, gravi malattie, ecc.) [2], solo un italiano su 3 sa che le persone sordocieche convivono 6 volte su 10 con altre disabilità, come quella cognitiva e motoria, che possono isolarle persino dagli affetti.

L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità e nell’anno del suo Centenario, lancia un appello al Governo per destinare almeno lo 0,1% dei 209 miliardi messi a disposizione per il nostro Paese con il Recovery Fund Europeo per interventi rivolti alle persone affette da disabilità visiva e alle loro famiglie: 100 euro “a persona” per sostenere con interventi mirati ma di grande respiro le persone con disabilità visiva, ovvero circa 2 milioni di cittadini ciechi assoluti e ipovedenti tanti sono in Italia, che sono anche tra i più penalizzati durante l’emergenza sanitaria da Covid-19 e continueranno ad esserlo nella fase di ripresa economica e sociale. Una quota irrisoria di risorse, pari a poco più di 200 milioni di euro, ma che potrebbe fare una grande differenza: realizzare finalmente un Piano Nazionale a sostegno delle politiche per la disabilità visiva che il nostro Paese non ha mai messo in campo in una logica integrata e che possa imprimere una svolta profonda al settore. Un Piano di interventi straordinari che punti a collegare le diverse linee di azione a beneficio anche di altre tipologie di disabilità e che vada a beneficio dell’intera comunità nazionale in una prospettiva di interesse generale. “E’ fondamentale un impegno del Governo affinché non si sprechi l’importante occasione che abbiamo di fronte – commenta il Presidente dell’UICI Mario Barbuto - per prevenire le disabilità visive e perseguire la piena integrazione nella società dei disabili visivi. Quello che chiediamo è un piccolo sforzo sul piano economico, rispetto al quale l’UICI è pronta a mettere a disposizione tutto il suo know how e la sua capacità progettuale, ma che potrebbe apportare benefici enormi ben oltre il nostro mondo. La disabilità visiva, complice la tendenza all’invecchiamento demografico, la mancanza di educazione visiva e prevenzione e la fruizione non controllata dei device tecnologici, è un fenomeno che negli anni futuri riguarderà fasce di popolazione sempre più ampie, come ci ricordano le organizzazioni scientifiche mondiali e nazionali. Per queste ragioni il momento dell’impegno è oggi”.



Per le persone sordocieche e i loro caregivers, la pandemia di coronavirus è estremamente rischiosa, tanto da un punto di vista sanitario, quanto sociale, rileva la Lega del Filo d'Oro. Inoltre, la mancata piena attuazione della legge 107/2010, che riconosce la sordocecità come una disabilità unica e specifica, e il riconoscimento della Lis e della Lis Tattile, che ancora si fa attendere, escludono di fatto le persone sordocieche dalla vita quotidiana, negando loro il diritto di potersi avvalere, anche in caso di emergenza, del supporto di un interprete all'interno di un ospedale. Ma se le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, così come tutte le persone che hanno patologie cronico-degenerative, pluridisabilità e, più in generale, un quadro clinico già compromesso, rappresentano una delle categorie maggiormente esposte al rischio di contrarre il "coronavirus”, sono anche persone più vulnerabili alle ricadute sociali derivanti dalla grave pandemia in corso. È questo il monito lanciato in occasione della Giornata Internazionale della Disabilità dalla Lega del Filo d'Oro che, da oltre 55 anni, assiste e si prende cura delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, dando supporto alle loro famiglie. "Oggi più che mai le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali hanno bisogno di risposte concrete. Il diritto all'inclusione nella società delle persone con disabilità dovrebbe essere una priorità di tutti, sia attraverso un passo in avanti a livello normativo con la piena attuazione della legge 107/2010, sia con interventi, servizi e ausili atti a garantire condizioni di vita migliori e maggiore livello di partecipazione sociale anche durante una pandemia globale – dichiara Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d'Oro – Il riconoscimento della Lis e della Lis Tattile, inoltre, consentirebbe ad una persona sordocieca di beneficiare di un interprete cui potersi avvalere ad esempio in condizioni di emergenza, come ad un pronto soccorso. Questo sarebbe un sostegno fondamentale per gestire la propria vita, anche in un momento così difficile per tutti”.

«La giornata del 3 dicembre deve ricordarci l’importanza di valorizzare ogni individuo e di abbattere le barriere che limitano diritti imprescindibili, come l’accesso alle strutture sanitarie, all’istruzione e alle opportunità lavorative, attraverso il potenziamento dei servizi di informazione e di tutti i servizi essenziali, rimuovendo gli ostacoli che quotidianamente le persone con disabilità sono costrette ad affrontare”, si legge in una nota del ministero dell’Istruzione, firmata dalla ministra Lucia Azzolina. La nota invita studentesse e studenti, docenti, dirigenti scolastici e famiglie “a promuovere e realizzare azioni di sensibilizzazione per sostenere e difendere i diritti delle persone con disabilità e promuovere la rimozione di tutte le barriere che ne ostacolano lo sviluppo, affermando il pieno rispetto della dignità umana, sempre e per ciascuna persona”.
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