Il prossimo giovedì, a Palazzo Chigi saranno discussi, alla presenza di esperti e personale interessato, i nodi cruciali della manovra

L'esecutivo convoca i rappresentanti del Terzo Settore per il 10 gennaio

Dopo i segnali di rassicurazione, è arrivata la prima mossa concreta nell’iter di revisione del provvedimento ministeriale.

Alle parole di Luigi di Maio e del premier Giuseppe Conte aveva chiosato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’interno del discorso di fine anno.

Il 10 gennaio, in seguito a convocazione ufficiale presso Palazzo Chigi, i rappresentanti del Terzo Settore avranno modo di discutere le clausole riguardo il raddoppio dell’Ires e le relative misure finanziarie prescritte dalla manovra.

Claudia Fiaschi, portavoce del forum Terzo Settore, comunica in una nota la soddisfazione per la convocazione:
«Un segnale atteso ma non per questo meno incoraggiante. Per noi un incontro prezioso, non solo per concordare le opportune soluzioni all’insostenibile raddoppio dell’Ires, ma per costruire una agenda sui principali temi del paese in cui il terzo settore italiano è ogni giorno in prima linea nelle comunità» e precisa come «il Terzo settore svolge un ruolo strategico nelle fondamenta delle nostre comunità e al fianco delle istituzioni».

Riguardo la linea che i rappresentanti del Terzo Settore proporranno all’esecutivo, Fiaschi tratteggia i punti chiave: «è fondamentale accelerare il completamento della riforma del Terzo settore con i provvedimenti attuativi ancora mancanti: linee guida per l’adozione dei modelli per le redazioni dei bilanci, Registro Unico del Terzo Settore e l’insediamento della Cabina di Regia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che deve approvare provvedimenti importanti.
E’ evidente, insomma, che per noi questo tavolo è un primo passo fondamentale per correggere le misure su Ires, riprendere con passo spedito il completamento della riforma, ed aprire un dialogo costruttivo col governo sui temi sociali che attraversano il paese e le nostre comunità».

Come si evince, dunque, i rappresentanti incaricati per il Terzo Settore paiono voler aderire ad una condotta che, per quanto centrata sulle questioni finanziarie inerenti l’Ires, si mostri molto più ambiziosa. L’idea desunta sposterebbe il tavolo della trattativa sulla riorganizzazione intera dell’associazionismo no-profit, agendo sulla programmazione dell’odierna e futura legiferazione.
(A.S.)
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