Rai Tre Puglia, in accordo con la Regione, pianifica l'inserimento del Terzo Settore nella programmazione

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha partecipato alla presentazione della convenzione tra Regione Puglia, Corecom Puglia, Università degli Studi di Bari – dipartimento ForPsiCom (Master in Giornalismo), Ordine dei Giornalisti della Puglia e Assostampa Puglia per la promozione delle attività sociali e culturali di interesse collettivo delle organizzazioni del Terzo settore attraverso l'accesso radiofonico e televisivo alle trasmissioni regionali della Rai.

I programmi dell'accesso su Rai Tre, a livello regionale sono riservati a soggetti collettivi organizzati e come strumento di supporto alla cultura dell'associazionismo e conoscenza delle realtà associative pugliesi. Già lo scorso 7 novembre è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra Rai Puglia e Corecom Puglia per l'attuazione del progetto: la convenzione che si firma oggi invece rappresenta la prima intesa a livello nazionale che coinvolge Regione, Università e i rappresentanti dei giornalisti pugliesi per la sua concreta realizzazione.

Le modalità dell'accesso ai programmi trasmessi su Rai Tre – che in Puglia saranno rivolte principalmente alle realtà del Terzo Settore – sono state illustrate dalla presidente del Corecom Puglia, Lorena Saracino, dal prof. Luigi Cazzato del Master in Giornalismo dell'Università di Bari, da Piero Ricci, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia e da Bepi Martellotta, presidente dell'Associazione della Stampa di Puglia.

"La Regione Puglia – ha spiegato Emiliano - sta sostenendo i programmi dell'accesso, uno strumento previsto dalla riforma della Rai. Serviranno per aprire un ulteriore canale di comunicazione con i cittadini e spiegare cosa fanno le associazioni e gli enti del terzo settore, del volontariato. Per fare questo, ci siamo subito adoperati per realizzare la proposta del Corecom Puglia, in collaborazione con gli organismi dei giornalisti, il Consiglio dell'Ordine e l'Assostampa, per costruire questi programmi in modo da favorire la conoscenza da parte dei cittadini delle iniziative prese dal terzo settore e dalle associazioni che faranno richiesta. Inoltre riteniamo importante che questo strumento valorizzi la professione del giornalista, offrendo una opportunità di lavoro in un momento non semplice, secondo criteri trasparenti, che garantiscono pari opportunità a tutti. Siamo soddisfatti e continueremo in questa direzione a sostegno dell'informazione pubblica, perché centrale per l'esercizio della democrazia".

"Si tratta di una best practice – ha spiegato Lorena Saracino del Corecom – a livello nazionale che i Corecom di tutta Italia intendono adottare. Abbiamo uno spazio su Rai Tre a disposizione degli enti del terzo settore che intendano spiegare al pubblico le loro attività. Abbiamo modernizzato quella che era un po' dell'archeologia televisiva, prevedendo 4 giornalisti professionisti con esperienza televisiva ma disoccupati che facciano da tutor agli studenti del master in Giornalismo che si eserciteranno in una sorta di alternanza scuola-lavoro grazie anche allo sforzo della Rai Puglia. Gli studenti realizzeranno le trasmissioni sotto la guida dei colleghi più grandi e con il coordinamento del Corecom. L'idea del Corecom Puglia ha trovato orecchie sensibili da parte della Regione e dalla dott.ssa Antonella Bisceglia e dal presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo che ha finanziato un'ulteriore borsa di studio per il master in giornalismo. I tempi sono stretti: contiamo di iniziare già per i primi di Aprile".



Plauso all'iniziativa è arrivata dal presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Piero Ricci, che ha ricordato le altre attività avviate con la Regione Puglia, "come la legge sull'editoria, i recenti bandi per addetti stampa nelle Asl e l'interlocuzione sull'equo compenso". Per Bepi Martellotta, di Assostampa "il protocollo sarà utile per i giovani giornalisti per imparare sul campo, visto che nelle redazioni sempre più in crisi non si riesce più a reclutare giovani e non si riesce più ad insegnare loro il mestiere come si faceva un tempo con anni di gavetta a fianco dei colleghi più esperti. Ed è un'opportunità di lavoro per i colleghi disoccupati che abbiano finito anche gli ammortizzatori sociali e colpiti dalla crisi che potranno contare su un'occasione di lavoro".
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