La disabilità è tra le priorità della nuova agenda dell'ONU

Nei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, riferiti all’Agenda ONU 2030, le persone con disabilità sono parte integrante delle popolazioni che dovranno gestire e beneficiare dei risultati di un modello di sviluppo che rispetti armonicamente i diritti umani, la natura, i cambiamenti climatici, lo sviluppo economico e sociale. Tale concetto emerge anche in “Il Terzo Settore e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”, Rapporto 2021 del Forum Nazionale del Terzo Settore, che evidenzia il ruolo chiave del Terzo Settore stesso, per poter concretamente raggiungere quegli Obiettivi



«Nei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite – aveva scritto a suo tempo Giampiero Griffo su queste stesse pagine -, che tracciano un modello di sviluppo volto a rispettare in maniera armonica i diritti umani, la natura, i cambiamenti climatici, lo sviluppo economico e sociale, le persone con disabilità sono parte integrante delle popolazioni che devono gestire e beneficiare dei risultati di questo sviluppo. In particolare esse sono esplicitamente nell’Obiettivo 4 (Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti), nell’Obiettivo 8 (Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti), nell’Obiettivo 10 (Ridurre le disuguaglianze all’interno e fra le Nazioni) e nell’Obiettivo 11 (Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili). Nell’àmbito poi del settore denominato I dati, il monitoraggio e la responsabilità dell’Obiettivo 17 (Rafforzare gli strumenti di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile), è stato chiesto agli Stati di “aumentare in modo significativo la disponibilità di dati di alta qualità, tempestivi e affidabili disaggregati in base al reddito, sesso, età, razza, etnia, status migratorio, disabilità, posizione geografica e altre caratteristiche rilevanti in contesti nazionali”».

Tali concetti emergono in piena luce anche all’interno del Rapporto 2021 Il Terzo Settore e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, presentato nei giorni scorsi dal Forum Nazionale del Terzo Settore (disponibile integralmente a questo link), l’Ente cui aderiscono 94 reti nazionali, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e a cui fanno riferimento 158.567 enti presenti e operanti in tutto il territorio nazionale.
Si tratta di una rete di enti non profit impegnata mediamente in ben nove tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e in trentaquattro diverse attività; inoltre, più del 50% delle reti è impegnato nel conseguimento di almeno dieci o più obiettivi.

«Questo nostro Rapporto – dichiara Claudia Fiaschi, portavoce del Forum – è un modo per dimostrare che il Terzo Settore è un ingrediente fondamentale e imprescindibile delle comunità. L’esistenza di esso non è un incidente della storia, l’esito del fallimento dello Stato o del mercato, ma il frutto della naturale socialità delle persone nelle comunità umane, e quindi della propensione delle persone di mutualizzare i propri bisogni e le proprie potenzialità, per costruire in questo modo soluzioni collettive ai problemi individuali, trasformandoli in strategie di sviluppo sociale comunitario».

Alla presentazione del Rapporto ha partecipato anche il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando, che ha riconosciuto il ruolo del Terzo Settore, «la sua capacità di stimolo per le istituzioni, nel segno di un’alleanza con lo Stato, per raggiungere obiettivi di sostenibilità ed eguaglianza sociale».
«Ringraziamo il ministro Orlando – commenta Fiaschi – per avere sottolineato la centralità del rapporto pubblico-privato, e anche per averci dato delle rassicurazioni sullo sblocco delle risorse, che per noi rappresenta una grande aspettativa insieme all’inserimento nell’ultimo “Decreto Sostegni” del credito in garanzia pubblica anche per gli Enti del Terzo Settore non commerciale, sul quale il Terzo Settore stesso fa molto affidamento per la sua continuità operativa, per la sua capacità di gestire ripartenza e presenza nei territori. Ci aspettiamo pertanto che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali possa essere un vero e proprio “sponsor del Terzo Settore”, per affrontare insieme le sfide che ci attendono»
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