Terzo Settore e Autonomia al centro di Padova 2020

Padova che si conferma non solo punta di diamante del volontariato italiano, ma di fatto, da Capitale europea, rappresenterà l’idea italiana di volontariato”. Inizia con un “doveroso grazie da parte del governo” l’intervento del ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia che questa mattina ha partecipato all’incontro “Autonomia e prospettive per il terzo settore e la società civile” organizzato dal Forum del terzo settore Veneto nella sala conferenze della Fondazione Cariparo, a Padova. Un incontro aperto con il confronto tra il costituzionalista Mario Bertolissi e il giornalista Marco Esposito e proseguito con gli interventi del ministro Boccia, della portavoce del Forum nazionale del terzo settore, Claudia Fiaschi, il presidente di Anci Veneto Mario Conte e l’assessore ai Servizi Sociali per la Regione Veneto Manuela Lanzarin. “Oggi abbiamo provato ad aprire questo cantiere in modo da approfittare del fatto che Padova in questo 2020 è la Capitale europea del volontariato per lanciare un laboratorio di confronto che possa aiutare nel confronto istituzionale a raggiungere gli obiettivi dell’autonomia che è un valore costituzionale per tutta la Repubblica italiana - ha spiegato Marco Ferrero, portavoce del Forum terzo settore Veneto -. Il terzo settore ambisce ad essere riconosciuto di più come un settore civile ed economico fondamentale e chiede di essere ascoltato un po’ di più anche solo per essere valorizzato al meglio le specificità territoriali che presenta, in particolare il volontariato e il terzo settore del Veneto”. Riprendendo le parole del Capo dello Stato, il ministro Boccia ha parlato di autonomia per “rafforzare l’unità nazionale”. “Se crediamo che con l’autonomia si rafforzi l’unità nazionale - ha spiegato il ministro a margine del suo intervento -, allora dobbiamo metterci semplicemente d’accordo sui principi, sulle regole e poi sulle risorse”. Per il ministro, “l’attuazione dell’autonomia è sempre stata lotta alle diseguaglianze, superamento del divario non solo tra Nord e Sud. Ci sono aree a rischio spopolamento, aree interne, di montagna, che hanno bisogno dello Stato, dell’attuazione dell’articolo 3 della Costituzione che impone allo Stato di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale. Quello che non dobbiamo fare è trasferire i limiti che contestiamo allo Stato sulle lungaggini burocratiche e sul centralismo alle regioni. Le regioni devono devolvere ai comuni e i comuni, che sono il fronte più avanzato nel rapporto con i cittadini, devono dare risposte in tempo reale”. Per far questo, ha aggiunto Boccia, “abbiamo costruito una legge quadro che di fatto consente di attuare l’autonomia in tempi certi, rispettando il dettato costituzionale e attuando i livelli essenziali delle prestazioni che sono scolpiti dentro la nostra Costituzione. Ora finalmente c’è un accordo unanime. Il provvedimento è in Consiglio dei ministri e dovrà essere trasmesso in Parlamento che sarà sovrano nel dire l’ultima parola”. Boccia è intervenuto anche sulla riforma del terzo settore, su cui il Presidente della Repubblica ha chiesto di terminare il percorso avvito entro il 2020. Una legge che ha consentito di fare “una fotografia straordinaria” del mondo del terzo settore. “Ora ci sono alcuni aspetti connessi a risorse, registro unico nazionale, fiscalità di alcune attività che devono essere chiariti - ha aggiunto -, ma stiamo parlando di dettagli che definiranno quel perimetro. Penso che la politica tutta debba accelerare questo percorso per consentire su scala territoriale a chi ha fatto del verbo aiutare il principale verbo della propria vita di essere rispettato”. Sul tema delle autonomie, secondo Claudia Fiaschi, portavoce del Forum nazionale del terzo settore, “è necessario ripartire dai livelli essenziali delle prestazioni”. Un tema su cui “va interrotto un silenzio imbarazzante”, ha aggiunto Fiaschi. “La competizione sulle risorse rischia di diventare una competizione tra diritti o tra necessità che abbiamo bisogno di colmare - ha aggiunto Fiaschi - e il dibattito sulle autonomie ha una grandissima occasione per ricomporre l’unità nazionale attorno ai fondamentali che sono i diritti esigibili dei cittadini nel nostro paese”. Secondo Fiaschi, una autonomia “costruita bene è una cosa buona per tutti - ha continuato - e ci aiuterà a ridefinire quello di cui c’è bisogno, cioè i perimetri amministrativi, le responsabilità istituzionali e la capacità degli attori di convergere in modo intelligente per dotare i cittadini e il paese di un nuovo quadro di opportunità e di accesso alle opportunità”. Sul tema della riforma è intervenuta invece l’assessore regionale Lanzarin. “Siamo di fronte ad una legge sul terzo settore ancora non del tutto attuata - ha affermato a margine del suo intervento -. Una legge che ha oggi dei chiaroscuri, troppe procedure, burocrazia e sta mettendo in discussione tutto il substrato di piccole e piccolissime associazioni che sono tipiche del nostro territorio”. Secondo Lanzarin, “il Veneto ha un tessuto molto ricco di piccolissime associazioni, con una serie di incombenze che con il Codice rischiano di sparire o di non poter avere ancora un loro sviluppo - ha spiegato -. Quando parliamo di maggiore autonomia in questo campo, ci riferiamo a queste particolari specificità, a salvaguardare una tradizione con delle caratteristiche innate che si sono radicate, che continuano ad esserci e che noi vorremmo salvaguardare”. Per Lanzarin, inoltre, il Veneto “può diventare un laboratorio nazionale sulla questione dell’autonomia”. Sul tema è intervenuto anche Gilberto Muraro, presidente Fondazione Cariparo. “Il terzo settore, che deriva dalla società civile, vive a contatto con la popolazione e con le istituzioni locali - ha spiegato Muraro -. Più autonomia riusciamo a dare e secondo me più può fiorire il terzo settore, naturalmente in un quadro di regole generali che lo stato deve assicurare. Se ognuno fa la sua parte andremo avanti con risultati eccellenti”. Volontariato e terzo settore che secondo Mario Conte, sindaco di Treviso e presidente di Anci Veneto, a cui va riconosciuto il proprio valore. “Se non ci fosse il terzo settore - ha spiegato Conte - sarebbe davvero un dramma per le nostre città, per le nostre regioni e per il nostro paese. Per fortuna ci sono, ma devono essere un valore aggiunto. Non può essere che le istituzioni si appoggiano al terzo settore perché vengono gratis, il gratis non esiste. Il servizio delle associazioni vale tanto e deve essere riconosciuto”.

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