Data integration: arriva il «passaporto digitale» per il Terzo Settore firmato Italia non profit

I benefici del “passaporto digitale” toccano tutti gli attori dell’ecosistema sociale. Si va dal posizionamento sui motori di ricerca (per farsi trovare più facilmente da cittadini, beneficiari e donatori) alla standardizzazione di informazioni come richiesto dalla Riforma del Terzo Settore, dall’assolvimento di adempimenti amministrativi e burocratici fino alla partecipazione ai bandi promossi dalle fondazioni

Che farsene di un documento? Tante cose, soprattutto se facilita la vita e riduce le disuguaglianze fra grandi e piccoli, facendo risparmiare energie e risorse.

Abbiamo testato il passaporto digitale, uno strumento gratuito creato da Italia non profit per le organizzazioni del Terzo Settore. Test superato. E non solo.

«Italia non profit - spiega Giulia Frangione, amministratore unico di Italia non profit, una bella realtà di cui abbiamo già avuto modo di raccontarvi - coglie la sfida delle due trasformazioni, digitale e normativa, che il Terzo Settore deve affrontare, fornendo agli enti strumenti utili per gestire il cambiamento. Si tratta di una sfida che ci vede, ancora una volta, alleati della filantropia istituzionale e delle organizzazioni che ricercano risorse».

Come ottenere il passaporto e perché? Vediamo il "come": ci si iscrive alla piattaforma (qui il link). Una volta iscritte, le organizzazioni non solo avranno una pagina dedicata che li rappresenta e parla delle loro attività e del loro ciclo di vita, ma anche - sempre gratuitamente - diverse possibilità. Inserendo le informazioni di base e strutturali dell’ente, sarà possibile partecipare a bandi, survey, trovare nuovi partner, integrare i propri dati sulle piattaforme di crowdfunding. Tutto questo nella logica di razionalizzare il tempo e le energie degli enti per permettergli di concentrarsi sulla mission, sulle attività, sui progetti (con 8 minuti di registrazione a Italia non profit, gli enti si troveranno le informazioni di base sempre disponibili per accedere alle diverse opportunità).

Il perché dovrebbe, quindi, essere già chiaro. Ma sintetizzando possiamo dire che i benefici del “passaporto digitale” toccano tutti gli attori dell’ecosistema in diversi campi di applicazione. Si va dal posizionamento sui motori di ricerca (per farsi trovare più facilmente da cittadini, beneficiari e donatori) alla standardizzazione di informazioni come richieste dalla Riforma del Terzo Settore, dall’assolvimento di adempimenti amministrativi e burocratici fino alla partecipazione ai bandi promossi dalle fondazioni

Un recente studio divulgato da GuideStar Usa - piattaforma statunitense dedicata alle non profit di cui Italia non profit è partner per l’Italia - e realizzato da Foundation Center quantifica il dispendio di tempo, energie e risorse che gli enti si trovano ad affrontare quando devono partecipare ai bandi: il 40% delle organizzazioni intervistate impiega tra le 5 e le 10 ore per presentare una richiesta di finanziamento; il 30% più di 10 ore.

«All’ente che si iscrive a Italia non profit, viene data la possibilità di inserire una sola volta i dati fondamentali - spiega ancora Giulia Frangione - e di ritrovarli quando si intende accedere ad una nuova opportunità; sarà possibile effettuare il “login con Italia non profit” e attivare lo stesso automatismo di quando compiliamo iscrizioni online. Per gli enti, non si tratta soltanto di meri dati anagrafici ma di informazioni fondamentali su bilanci, governance, iscrizione ai registri, attività prevalenti, beneficiari, territori serviti e molto altro».

L’opportunità di dare contorni definiti all’organizzazione si traduce in un vantaggio per gli enti, ma anche in maggiore sicurezza in merito alla completezza dei dati e consente alle Fondazioni di avere come interlocutori organizzazioni serie che dimostrano “dati alla mano” di saper gestire progetti complessi. I vantaggi di questa innovativa piattaforma riguardano anche le Fondazioni in quanto potranno avvalersi di un servizio di Italia non profit finalizzato alla miglior gestione del processo di erogazione.

Only The Brave Foundation - la fondazione del gruppo OTB, creata 10 anni fa da Renzo Rosso, fondatore di Diesel - è tra i primi attori della filantropia istituzionale che ha scelto di offrire agli enti questa opportunità, lavorando su un doppio livello: da un lato ha indetto il bando Brave Actions For A Better World - braveactions.italianonprofit.it (200 mila euro a fondo perduto per progetti di inclusione all’estero), dall’altro, per farlo, ha utilizzato strumenti e procedure del tutto digitali in favore della trasparenza, accessibilità.

Insomma, in attesa che la riforma normativa diventi realtà, il Terzo Settore comincia a muoversi e a darsi degli strumenti concreti, non solo di accountability, ma anche di data integration
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