Terzo Settore, nuovo decreto sblocca 700 milioni

«Piena soddisfazione per la firma del decreto sul 5 per mille, appena trasmesso alle Camere per il parere delle commissioni. In questo modo viene sbloccato un miliardo di euro, di cui 700 milioni per il volontariato, legati alle sole dichiarazioni dei redditi 2018 e 2019, e finalmente l’erogazione di queste risorse assegnate dai contribuenti agli enti accreditati e legati a vari settori di interesse generale, diventa più snella e semplificata anche a regime e non solo in questa fase di emergenza. Una battaglia che con Italia Viva porto avanti da settimane, recependo le istanze di migliaia di associazioni». Così Maria Chiara Gadda, deputata di Italia Viva, a margine della risposta del governo durante la seduta in aula alla Camera dei Deputati, alla interpellanza a sua prima firma in merito ai tempi di adozione del dpcm 5 per mille.

«L’emergenza sanitaria sta avendo ricadute molto forti sul sistema economico e mette in luce nuove e più intense forme di povertà ed esclusione sociale. Per questo motivo è necessario sostenere l’impegno in prima linea del Terzo Settore con strumenti legislativi adeguati e risorse, soprattutto in un momento in cui stanno esplodendo i bisogni e servono anche nuove professionalità. L’adozione del Dpcm 5 per mille collegato alla riforma del Terzo Settore dimezza i tempi dell’erogazione dei fondi, perché non sarà più necessario attendere i termini di un anno previsti per il deposito da parte dei contribuenti della dichiarazione integrativa. Questo significa sbloccare subito un miliardo di euro legati alle dichiarazioni dei redditi 2018 e 2019, di cui circa 700 milioni andranno al volontariato e per gli enti che si iscriveranno al registro unico del Terzo Settore – che auspico diventi operativo entro l’anno – sarà possibile accreditarsi come beneficiari del 5 per mille contestualmente alla registrazione ed essere così inseriti in un elenco permanente laddove sussistano i requisiti, con una chiara semplificazione burocratica. Il non profit registra tassi di crescita straordinari, e con la piena attuazione della riforma del Terzo Settore questo percorso verrà riconosciuto e reso più strutturale. A regime potrebbero essere inclusi nel registro unico oltre 350.000 enti, molti dei quali oggi esclusi da bandi ed erogazioni perché non inseriti negli appositi registri. Nel decreto liquidità mi batterò affinché venga incluso tutto il Terzo Settore per l’accesso al credito e il sostegno alla liquidità, nel testo appena emanato risultano ricompresi solo alcuni enti come le imprese e le cooperative sociali. Ma ci sono molti soggetti che pur non svolgendo una attività economica impiegano dipendenti e risorse per svolgere attività di interesse generale senza scopo di lucro, e siamo in un momento in cui molte attività secondarie sono ferme. Il terzo settore va sostenuto nell’emergenza per l’opera di sostegno alla popolazione più fragile, ma sopratutto per il lavoro che ci attende finita questa fase, dove si dovranno riprogrammare servizi e un rinnovato modello di welfare».
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