Genova, Comune e Terzo Settore contro la povertà

Comune di Genova e mondo del privato sociale uniti contro vecchie e nuove povertà: l’assessorato ai Servizi sociali ha firmato con il forum del terzo settore un protocollo d’intesa, un patto che intende rinsaldare le opportunità di collaborazione in questo momento di straordinaria emergenza sanitaria e sociale e che riguarda la progettazione d’iniziative sul contrasto alle nuove povertà ed emarginazioni.

Il coinvolgimento degli enti del terzo settore nello sviluppo d’iniziative in favore di persone in stato di bisogno prevede l’implementazione di progetti e metodologie per sviluppare congiuntamente processi di sostegno alle nuove e vecchie povertà che l’emergenza sanitaria sta evidenziando. L’accordo intende inoltre regolare la collaborazione tra Comune e terzo settore laddove il primo s’impegna nel ruolo di propulsore, facilitatore e coordinatore, il secondo nel ruolo di partner che identifica i bisogni e realizza gli interventi attraverso le proprie antenne territoriali affinché le azioni di sostegno messe in atto rispondano efficacemente e in modo mirato. Tale collaborazione, che si potrà attuare anche mediante attività di coprogettazione, prevede una sinergia nel rilevare i bisogni emergenti dal territorio e nel darvi pronta risposta mettendo a fattor comune risorse e potenzialità.

«Il sistema sarà più equo – spiega l’assessora comunale ai Servizi sociali Francesca Fassio – perché si potrà evitare che una stessa persona riceva contemporaneamente più aiuti e altri restino esclusi, ma sarà anche più incisivo nell’individuare i bisogni e le povertà meno evidenti, come quella relazionale, educativa, sociale e famigliare; grazie alla collaborazione tra privato sociale ed operatori professionali si potranno effettuare interventi mirati, coordinati e di conseguenza più efficaci».

«Siamo soddisfatti dalla firma di questo protocollo – dice Stefano Kovac, portavoce del forum del terzo settore di Genova – sia perché si riesce a rispondere in maniera tempestiva ai bisogni delle persone come abbiamo fatto in questi mesi di pandemia e sia perché si concretizza il concetto di sussidiarietà tra Comune e il terzo settore, le nostre realtà intercettano i bisogni primari delle persone ma l’integrazione con i servizi sociali sarà l’occasione per andare più in là, scoprire i bisogni nascosti e lavorare per una presa in carico più ampia».
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