Terzo Settore e Legge di Bilancio

“Positivo che il Governo abbia voluto ascoltare anche le proposte del Terzo settore in questo giro di consultazioni preliminare alla stesura della prossima legge di Bilancio. Il Terzo Settore, ha un crescente impatto economico ed occupazionale oltre ad un ruolo strutturale per la qualità della vita delle persone e delle comunità. Ci auguriamo che le nostre proposte trovino spazio nella manovra d’autunno”. Così Claudia Fiaschi, all’indomani dell’incontro con il premier Conte e con altri esponenti del Governo.
Secondo la Fiaschi, il fabbisogno di risorse per le politiche sociali ammonta a circa 20 miliardi. Numerosi i temi oggetto delle proposte: la non autosufficienza, l’invecchiamento attivo, il contrasto alla povertà, le politiche per i giovani, la cultura, l’accoglienza dei migranti, la solidarietà internazionale: rispetto all’attuale bilancio, per sostenere i più importati obiettivi di sviluppo sociale mancano circa 5 mld.
“Si tratta di risorse da trovare per impostare politiche efficaci e di lungo periodo in settori fondamentali per la vita quotidiana dei cittadini – sottolinea Fiaschi – non siamo andati a questo incontro a chiedere risorse per noi ma per contribuire, con la nostra esperienza e la conoscenza dei bisogni e delle aspirazioni delle persone e delle comunità, a realizzare scelte di bilancio capaci di generare sviluppo sociale ed economico. Secondo le nostre stime, servono cinque miliardi in più rispetto a quelli attualmente in bilancio”.
In particolare, a parere dell'intervistata, le dotazioni finanziarie destinate al fondo per le politiche sociali andrebbero riportate almeno ai valori del 2008, quando lo stanziamento era di un miliardo e mezzo, e destinarne una percentuale cospicua ad un piano nazionale dedicato all’infanzia e all’adolescenza, il futuro del Paese. Bisogna porsi l’obiettivo di portare il finanziamento alla cultura all’1% del bilancio dello Stato, un settore strategico per creare occupazione dei giovani e sviluppo soprattutto nelle aree più deboli. Il Fondo per la non autosufficienza va dotato di una consistenza maggiore dell’attuale ma soprattutto va definito un piano pluriennale con misure specifiche rivolte all’inserimento lavorativo, l’integrazione scolastica, l’autonomia di vita delle persone con disabilità. Il sostegno alla cooperazione allo sviluppo, un importante strumento che qualifica la nostra politica estera, deve essere allineato agli impegni internazionali. Si tratta di una prima messa a punto di proposte che potranno essere precisate nei successivi auspicati confronti con il governo per la definizione della futura manovra di bilancio.
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