A Milano, al via Capacit'Azione: formazione e informazione nel Terzo Settore

Nella giornata di ieri, si è consumato il primo appuntamento, nella sede delle Acli di Milano, per il primo modulo formativo del progetto “Capacit’Azione”.

Permesso dall’erogazione di fondi da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (mediante decreto legislativo 117/2017), il programma di formazione nazionale sulla riforma del Terzo settore è realizzato dal Forum Terzo Settore Lazio, coadiuvato dal Forum Nazionale del Terzo Settore, da CSVnet e da un’ampia rete di partner e collaboratori di sistema. Fra questi, per quanto concerne l’intero territorio nazionale, si segnalano le partnership di Anpas, Anteas, Arci, Auser e CdO-Opere sociali. Collaboratori di sistema sono Acli, Anci Lazio, Anffas, Pro Bono Italia, Coordinamento periferie, Legambiente, Leganet e Legautonomie.

Di particolare rilievo, all’interno della scaletta, a cui hanno contribuito oltre 85 esperti, sono state le lectiones magistrales del professor Emanuele Rossi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’onorevole Donata Lenzi, già relatrice in Parlamento per la riforma del Terzo Settore.
La giornata si è aperta con il modulo su “Contesto, senso e obiettivi generali della riforma”, per offrire un quadro complessivo della normativa, dei suoi nodi irrisolti e delle motivazioni che hanno spinto all’avvio di questo percorso nel 2014.

Circa 200 moduli didattici su tutto il territorio nazionale rivolti a oltre 1.300 esperti che diventeranno, a loro volta, formatori per gli enti del Terzo settore (Ets) di tutta Italia. Coinvolti, inoltre, più di 130 funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione.

“Capacit’Azione è un progetto ambizioso – spiega Francesca Danese, portavoce del Forum Terzo Settore Lazio – ed è la prima volta che i Centri di Servizio per il Volontariato e i Forum fanno formazione insieme da Nord a Sud del Paese. Mettere insieme una rete così ampia di partner e di collaboratori per fare formazione, coinvolgendo anche i tecnici delle amministrazioni locali, significa incidere in modo significativo sul nostro mondo. I comuni e le regioni non sempre riescono a far fare formazione ai propri funzionari e dirigenti sui temi del welfare. Ciò determina una scarsa conoscenza delle leggi che regolano il Terzo settore. Il nostro progetto ha contribuito a far attivare queste risorse, rinsaldando uno dei principi che vogliamo difendere e rafforzare: il valore della co-progettazione e della co-programmazione per il bene delle comunità.”


“Abbiamo voluto mettere insieme energie e competenze – dice Stefano Tabò, presidente di CSVnet, – perché crediamo che questa sia un’iniziativa tanto ambiziosa quanto necessaria. Affrontare con cognizione le sfide lanciate dalla riforma è oggi una priorità. Si tratta infatti di una riforma che ci chiede di essere vigili e protagonisti, e in cui il ruolo del volontario è uno dei punti di forza: per questo uno dei moduli sarà dedicato alla conoscenza della rete dei Csv, una infrastrutturazione unica in Italia per lo sviluppo del volontariato, in tutto il Terzo settore.”

Una riforma che – come ribadito in più riprese durante la mattinata – è stata avviata in un periodo in cui la fiducia nei confronti del Terzo Settore oscilla fra un consenso generale crescente e sporadici ma profondi attacchi. “I legami sociali e le relazioni di fiducia sono alla base di una società coesa e ‘ricca’. Negli incontri di Capacit’azione daremo grande spazio a questo aspetto: ovvero valorizzare la funzione sociale del Terzo settore per superare una logica ancillare del pubblico e rafforzare la dimensione autenticamente sussidiaria e autonoma.” Così Maurizio Mumolo, direttore del Forum Nazionale del Terzo Settore. “Il progetto ha lo scopo non solo di fornire conoscenze specifiche sulla riforma del Terzo settore ma anche di costruire un percorso di riflessione sui nostri principi identitari comuni, e rafforzarli. Ha un forte elemento di innovatività perché toccherà tutte le regioni italiane su un comune modello formativo e si rivolge alla formazione di figure che a loro volta potranno trasmettere le conoscenze acquisite alle reti in cui operano. Ci auguriamo – conclude Mumolo – che questa iniziativa possa avere la migliore ricaduta sul nostro mondo.”
(A.S.)
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