Terzo Settore, il CNDCEC si esprime sui punti critici della riforma

Il CNDCEC, coadiuvato dal “Gruppo di lavoro per la riforma del Terzo settore” e da qualificati specialisti esterni, ha pubblicato ieri, 9 aprile, l’aggiornamento della Circolare “Riforma del Terzo settore: elementi professionali e criticità applicative”. Il corposo documento prosegue l’impegno della categoria nell’approfondire le problematiche di una riforma che ha generato (e continua a generare) considerevoli ambiguità interpretative e difficoltà applicative, rendendo necessaria una transizione più complessa di quella descritta dai primi commentatori e più lunga di quella prevista dal legislatore delegato.



Se da un versante è ripresa l’attività per completare la Riforma (cantiere in cui operano il legislatore ministeriale e gli altri soggetti con funzioni consultive ai fini della predisposizione dei decreti attuativi, tra i quali il Consiglio nazionale del Terzo settore, la Cabina di presso Presidenza del Consiglio dei ministri, la Conferenza Stato-Regioni) con l’approvazione degli schemi di decreto relativi alle “attività diverse” (di cui all’art. 6, co. 1, del Codice Terzo Settore) e quello sul bilancio sociale (di cui all’art. 14, co. 1, del CTS), dall’altro permangono nodi operativi e interpretativi da sciogliere e i decreti emanati costituiscono solo un parte della normativa secondaria necessaria a riempire di contenuti la cornice giuridica dei decreti legislativi delegati n. 117/2017 (Codice del Terzo settore), 112/2017 (Impresa sociale) e 111/2017 (Cinque per mille).



La Circolare del CNDCEC affronta le criticità della Riforma in modo sistematico, considerando e analizzando i vari ambiti (civilistico, rendicontativo, organizzativo, fiscale e operativo) regolati dai decreti legislativi delegati, dai loro correttivi, dai decreti attuativi finora emanati, focalizzandosi sulle questioni di interesse per la categoria. L’obiettivo – come si legge sul portale ufficiale – è quello di fornire un tangibile supporto all’attività degli operatori del settore, contributo cui il Consiglio nazionale intende far seguire un’attività formativa e-learning realizzata dagli stessi autori del documento, tra i quali figurano colleghi esperti della Commissione “No Profit”, studiosi e specialisti della materia, ricercatori del Consiglio nazionale e della FNC.
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