Dialogo fra le parti e cooperazione: il Friuli-Venezia-Giulia lancia il programma di supporto al Terzo Settore

In un precedente articolo era stata annunciata l’erogazione di fondi che la regione Friuli-Venezia-Giulia aveva indetto a supporto del Terzo Settore. Ruolo da protagonisti era stata giocata dal vicegovernatore del Friuli-Venezia-Giulia, Riccardo Riccardi, e dall'assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti.
Per implementare tale supporto in atto, gli stessi tornano ad esprimersi in merito alle strategie attuabili per il futuro, nonché sulle linee guida che dovranno governare la forma mentis nella costruzione delle stesse. Tali funzioni sono state espletate nel corso dell'incontro che si è tenuto ieri a Trieste con i rappresentanti del Terzo settore, guidati dai portavoce regionali Paolo Felice e Franco Bagnarol.
In primis, la disponibilità a un dialogo costruttivo e coordinato, operativamente indirizzato alle specifiche competenze degli assessori e, in prospettiva, sotto la regia di un tavolo nel quale presentare proposte ed elaborare la collaborazione prevista dalla nuova normativa.

Punto di partenza, come sottolineato dai due esponenti della Giunta, quello dell'adeguamento delle norme regionali alla riforma nazionale del settore, per il completamento della quale mancano ancora alcuni decreti attuativi. Al netto di questo, la volontà della Regione di rendere efficace quel tavolo avviato nella scorsa legislatura, ma sulla cui effettiva operatività gli stessi rappresentanti del Terzo settore hanno manifestato qualche perplessità.

Sull'argomento, sia Riccardi che Roberti hanno rimarcato la necessità di istituire due piani di lavoro: un contenitore destinato alle relazioni istituzionali e al coordinamento e, contemporaneamente, delegare a un altro livello le fasi operative delle sinergie tra le specifiche realtà settoriali e gli assessorati competenti.

Il vicegovernatore, nell'ambito della sua delega alla Salute, ha ricordato come nella riforma della sanità regionale venga configurato un ruolo strategico al volontariato nell'offerta dei servizi socio-sanitari territoriali.

Contemporaneamente, i due portavoce Bagnarol e Felice hanno ribadito come la riforma nazionale richiami puntualmente la collaborazione tra gli Enti pubblici e il Terzo settore, il quale «rappresenta una significativa parte del Pil regionale».

Volontariato, ma non solo. Anche cooperazione sociale e Croce Rossa. Tradotto in numeri, in Friuli Venezia Giulia operano oltre 10mila Istituzioni non profit per un totale di circa 18mila dipendenti e 170mila volontari.

L'assessore Roberti, infine, nel manifestare la necessità di un approfondimento interno all'Amministrazione per riallineare la visione d'insieme dei rapporti con il Terzo settore alla luce della riforma nazionale, ha mostrato la necessità di fissare, con Bagnarol e Felice, un successivo incontro per la definizione del progetto di quello che sarà il nuovo quadro regionale normativo e organizzativo di riferimento.
(A.S.)
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