Ong e Terzo Settore: il PoliMi organizza un corso per capirne il rapporto

«W le Ong!» è il titolo del numero di maggio di Vita. Ne siamo talmente convinti che abbiamo deciso di rilanciare. Lo facciamo con un corso che riteniamo coerente e importante con la mission che un Terzo settore che aspiri a diventare primo non può non farsi: dobbiamo ripensare le organizzazioni e ricostruire una comunicazione danneggiata dall'odio.

«Le parole che non ti ho detto. Ri-pensare le organizzazioni e ricostruire una reputazione danneggiata, navigando in tempi difficili» è il titolo del corso di alta formazione che Vita e Politecnico propongono ai dirigenti e comunicatori delle organizzazioni della società civile.

Di fronte al diffondersi globale delle pratiche di hate speech contro le fragilità e il discredito che colpisce le comunicazione in rete del Terzo settore, come bisogna agire e come intervenire? Servono ancora i tradizionali strumenti della communication crisis dinanzi a una crisi permanente che si configura come il risultato di un mix di reazioni spontanee (emotional contagion) e di complessa ingegneria sociale?

Oggi dobbiamo porci domande radicali e di senso:

- Cosa significa comunicare bene?

- Perché dobbiamo dotarci di nuovi strumenti?

- Quale relazione pensare tra forma e contenuto?

A Luglio e settembre
Il corso si svolge in due moduli, il primo il 19/20 luglio e il secondo alla fine di settembre presso la splendida location dellAbbazia di Mirasole, luogo ideale per pensare e lavorare in gruppo, con possibilità di pernottamento.

Il primo modulo (19/20 luglio) si concentra soprattutto sull'analisi: come siamo arrivati a un discredito senza precedenti dell'agire umanitario?

Per rispondere ci avvaliamo di un approccio didattico innovativo e multidisciplinare, incentrato prevalentemente sulla crisis communication, alla presenza di docenti altamente qualificati.

Il secondo modulo (fine settembre) sarà incentrato sul livello operativo fornendo ai partecipanti una “cassetta degli attrezzi” per gestire la reputation al tempo della post-verità.

Perché partecipare?
Capire è agire: per questo riteniamo importante, in questa precisa fase del nostro Paese, offrire un lavoro di approfondimento non solo teorico, ma pratico che permetta di uscire dalla trappola dell'odio. L’aula, nel contesto dell’Abbazia, sarà il luogo dove il gruppo comincerà a produrre consapevolezza e conoscenza sul tema. Servono poco i corsi di formazione se non creano immediatamente occasione per ac­quisire e scambiare competenze.

Che cosa offre il corso
Il corso che proponiamo a tutto il mondo del Terzo settore, e crediamo possa interessare prevalentemente le Ong, si propone infatti di:

- elaborare strategie condivise di comunicazione efficace;

- disegnare una mappatura delle tecniche di diffusione e dell’impatto di false notizie, hate speech, bullshit nel settore delle Ong e delle organizzazioni non profit;

- fare rete tra comunicatori e dirigenti, agevolando una condivisione di esperienze, competenze e oniettivi.

Alla fase analitica, seguirà poi una fase operativa sulle tecniche di debunking, di contrasto e di gestione della reputazione e dei conflitti in rete.

Metodo
Si lavorerà in un aula condotta da docenti esperti di comunicazione con ospiti multidisciplinari, ingegneri, giuristi, haker, autori televisivi, scrittori.

Chi e cosa
Per questo in aula saranno sempre presenti quattro tutor (Riccardo Bonacina e Marco Dotti - Vita; Elena Granata e Fiore De Lettera – Politecnico di Milano, Impossibile studio) che avranno il compito di:

- Tenere il filo delle giornate;

- Facilitare momenti di discussione con i partecipanti;

- Introdurre e rielaborare i contributi degli interventi esterni;

- Proporre filmati, casi, storie da decostruire insieme.

Questi i temi affrontati nel primo modulo
Come funziona l’odio in rete;
Come funziona la viralità;
Perché il linguaggio dell’odio sta prevalendo su quello del bene?
Analisi e geolocalizzazione dei flussi d’odio: sentiment analysis;
Come si innesca il corto-circuito del razzismo 2.0
Invidia sociale, odio, rancore. Per una definizione operativa.
Perché le Ong sono diventate un obiettivo strategico dell’odio?
Chi è sotto attacco: vulnerabilità sociali, vulnerabilità mediali
Aspetti giuridici e di difesa
Stereotipi negativi e positivi della comunicazione delle Ong. Lavorare su se stessi
Info e Iscrizioni
Per saperne di più e chiedere l'invio del programma e dei moduli di iscrizione scrivere a [email protected] o [email protected]
news
La posizione delle ASD e SSD di fronte alla riforma del Terzo Settore
22-12-2018
Secondo quanto già previsto dalla Riforma del Terzo settore, come da testo dei dlgs. 112/2017 e 117...leggi tutto
Attività formativa per Enti del terzo settore
08-11-2018
ALESSANDRIA – Prosegue l’attività di formazione del CSVAA proposta agli Enti del Terzo Settore....leggi tutto
Data integration: arriva il «passaporto digitale» per il Terzo Settore firmato Italia non profit
08-11-2018
Che farsene di un documento? Tante cose, soprattutto se facilita la vita e riduce le disuguaglianze ...leggi tutto
Riforma del Terzo Settore: come cambieranno le Associazioni?
08-11-2018
Fornire supporto alla propria rete associativa, ma anche agli altri Enti che fanno riferimento alla ...leggi tutto
Terzo settore: fino al 30 novembre le domande per i contributi
08-11-2018
Livorno – Fino al 30 novembre 2018 le associazioni e gli altri soggetti del Terzo Settore possono...leggi tutto
Terzo settore: 62 milioni per iniziative di livello nazionale e locale
08-11-2018
(Regioni.it 3476 - 18/10/2018) “Le Regioni hanno dato l’intesa all’atto di indirizzo con cui s...leggi tutto