Terzo Settore in prima fila nella lotta contro la droga

I 152 servizi di riduzione del danno (Rdd) e limitazione dei rischi (Ldr) attivi nel nostro Paese per chi fa uso di droghe sono gestiti in prevalenza da organizzazioni del Terzo settore (63%), i restanti da enti pubblici, anche se la titolarità del servizio è in genere pubblica, in primis delle aziende sanitarie locali. È quanto emerge dalla ricerca promossa dal Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) insieme al Coordinamento italiano case alloggio Hiv/Aids (Cica) e all’Arcigay, presentata oggi a Roma in occasione del seminario “La strada diventa servizio. La riduzione del danno come diritto”. Secondo l’indagine, i servizi rilevati vantano una lunga storia: la maggior parte è attiva da oltre 11 anni e solo 4 (3,4%) sono stati avviati da meno di un anno. Le attività di Rdd/Ldr sono prevalentemente a carattere settimanale (5 giorni alla settimana) con circa 4 ore di servizio al giorno. I servizi che hanno un funzionamento sporadico, ovvero 1 giorno o meno al mese, sono meno del 10%, mentre i servizi continuativi (almeno 3 giorni alla settimana) rappresentano oltre il 50% del campione. Tra le prestazioni offerte la “distribuzione siringhe/aghi e altro materiale per uso sostanze per via iniettiva”, la “distribuzione materiale informativo sulle sostanze”, la “distribuzione di profilattici” e la “raccolta di siringhe usate”. Ma un rilievo significativo hanno anche le attività di counselling, l’invio ai servizi sociali e sanitari, le prestazioni mediche di vario genere, la distribuzione di naloxone e di kit per la riduzione dei rischi sanitari nell’assunzione di sostanze per via polmonare e la somministrazione di etilometri.
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