Scuola e Terzo Settore: due realtà italiane implementano la sinergia

La scuola si apre alla collaborazione con il Terzo Settore.

Da Sassuolo e Cagliari giungono, in tal senso, due segnali incoraggianti per lo sviluppo della sinergia. Nel primo caso, è stata predisposto che il no-profit rientri fra le categorie accreditate per lo svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro.
In Sardegna, invece, enti del Terzo Settore beneficeranno di fondi per lo sviluppo di programmi a sostegno a frequentanti bisognosi.

In Emilia, sono 600 gli studenti che il Centro Servizi per il Volontariato sta seguendo nell’esperienza di alternanza scuola-lavoro nel mondo del Terzo Settore di Modena e provincia, per un totale di 26 classi terze coinvolte delle scuole Tassoni, Fermi, Muratori-San Carlo e Sacro Cuore.

Il Csv incontra gli studenti in classe per presentare loro il mondo del terzo settore modenese e le opportunità di stage all’interno di associazioni di volontariato, di promozione sociale e cooperative, organizza gli inserimenti e monitora le esperienze di stage che vanno dall’una alle due settimane.

Dalle parole di un suo rappresentante: «La cosa più significativa è che alla fine dell’esperienza, sono diversi i giovani che decidono di rimanere a fare volontariato all’interno della realtà che hanno conosciuto grazie allo stage».

Non a caso, da quando l’alternanza scuola lavoro è entrata in vigore a luglio 2015, i numeri di adesioni e scuole coinvolti sul territorio, per quanto riguarda il tema del terzo settore, è aumentato, raggiungendo una media costante che si attesta su 600 studenti per anno scolastico.


Per il secondo caso citato, sono stati stanziati tre milioni di euro per programmi sperimentali nella scuola, che hanno l’obiettivo di migliorare l’inclusione sociale e l’apprendimento dei giovani studenti sardi che si trovano in condizioni familiari e sociali di svantaggio.

Su proposta di delibera dell’assessore della Pubblica Istruzione Giuseppe Dessena, la Giunta ha approvato di destinare 3 milioni di risorse Por FSE 2014-2020 (Asse 2- Azione 9.1.2) per l’avvio di nuovi progetti sperimentali a tutela degli studenti svantaggiati e dei nuclei familiari, in continuità e a supporto dei progetti già avviati di Tutti a [email protected] della linea C. Un forte investimento per le fasce più deboli, a favore dei ragazzi che si trovano in situazioni di maggiore difficoltà o svantaggio, o addirittura di forte deprivazione o emarginazione. Perché la scuola faccia da collante e offra prospettive ai giovani attraverso una crescita inclusiva.

La delibera prevede di attivare dal prossimo anno scolastico un intervento di presa in carico e accompagnamento educativo finalizzato a fornire sostegno concreto ai nuclei familiari svantaggiati, coinvolgendo attivamente tutti i soggetti che, costituiti in Partenariati sociali, si occupino dei ragazzi e dei familiari, combattano le forme di discriminazione, violenza, bullismo, disturbi dell’apprendimento e disagio socio-economico.

I beneficiari degli interventi saranno i Partenariati sociali costituiti da soggetti del Terzo settore, che avranno il ruolo di capofila, e due Autonomie scolastiche statali: scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado. L’auspicio è che aderiscano fortemente all’iniziativa anche i i Comuni, i Plus, le Asl, le Università e gli Enti di Ricerca. Ancora, le associazioni culturali e sportive. I laboratori dovranno avere una durata minima di 12 mesi e massima di 24, così da incidere nei processi di crescita degli studenti sotto il profilo individuale e sociale.
(A.S.)
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