In senato, è fra i più vicini all'associazionismo no-profit. Decisa la critica della manovra, per la quale si starebbe attivando per sensibilizzare

Steni di Piazza, senatore 5 stelle e dirigente di Banca Etica: la manovra deve essere cambiata.

Fra le figure di spicco del Terzo Settore nostrano, Steni di Piazza (61 anni) ha scelto di sedere in Senato accanto al Movimento 5 Stelle.

Già consigliere comunale di Palermo con la DC dal 1990 al 1993, il dirigente di Banca Etica aveva spiegato, in un’intervista al Sole 24 Ore, come la scelta della candidatura politica fosse stata dettata dalla disponibilità dei pentastellati ad ascoltare le richieste del gruppo bancario. Nell’occasione, 14 deputati regionali gli affidano un fondo di garanzia, frutto della rinuncia a parte del loro stipendio, per sostenere il microcredito per piccole e medie imprese.

Come sottolinea il Corriere della Sera, il senatore è reputato, e come tale la sua candidatura fu sostenuta, una figura competente ed inserita nel mondo del no-profit, la cui presenza a Roma gioverebbe alla causa di una miglior rappresentanza per lo stesso.

Ora, a seguito della comunicazione circa l’aumento dell’Ires, il senatore si è confessato lui stesso stupito per una manovra che, a tutti gli effetti, danneggia la posizione delle associazioni di volontariato.

Già in parte prevedibile, come tuona l’economista Stefano Zamagni, poiché asseconderebbe una linea governativa già largamente annunciata: «dobbiamo opporci al tentativo di delegittimare tutto il Terzo settore. Prima le ong, adesso gli Ets e il volontariato in genere. Si fanno passare messaggi negativi e la disinformazione porta a giudizi frettolosi e profondamente sbagliati. Si individuino i furbi, se e dove ci sono: ma evitiamo la deriva demagogica. Perché il Terzo settore sostiene il Paese».

Come ampiamente sottolineato dalle più alte cariche di Palazzo Chigi, non esistono spazi temporali per correggere la manovra. Tali modifiche dovranno essere apportate, inevitabilmente, in un secondo momento, a gennaio.

Nel frattempo, di Piazza promette la conciliazione e si attiva febbrilmente per intavolare la trattativa che possa condurre ad un punto di accordo. Le dichiarazioni non tardano ad arrivare: «Dobbiamo andare verso un sistema di incentivi fiscali che premiano solo chi fa attività veramente sociali e stiamo già lavorando in questa direzione per una riforma condivisa con le associazioni di settore. Noi vogliamo che il settore del non profit e del volontariato sia sostenuto da agevolazioni fiscali, ma soltanto per quelle attività che hanno un effettivo ritorno sul territorio, senza furbizie. In tal senso stiamo già lavorando in sede di riforma del Codice del terzo settore e a gennaio incontreremo il Forum del terzo settore, la Caritas e le principali organizzazioni di categoria».

Una morsa di rassicurazioni, in conclusione, intrapresa dai vicepremier per tutta la settimana, quindi ribadita da Conte a Foggia e dal sen. di Piazza nella giornata di ieri.

Il senatore, parzialmente smarcandosi dalla communis opinio instauratasi a partire dai contrasti con le Ong, ha preso immediatamente le difese dell’intero movimento volontario. Prospettando un sistema di incentivi volti a premiare le associazioni virtuose, è stato ribadito come, a fronte della demonizzazione spesso cavalcata da elementi interni alla maggioranza, il mondo del Terzo Settore si collochi su un piano di collaborazione e supporto con lo Stato. Supporto che, ovviamente, è indirizzato a determinati strati sociali, i quali meriterebbero una mano tesa ed un sostegno concreto da parte delle strutture pubbliche.
(A.S.)
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