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Terzo settore: registro unico nazionale e stop all’EAS

Associazioni: possibile soppressione della presentazione del modello Eas e istituzione del Registro Unico Nazionale. Ecco i dettagli.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato tre decreti legislativi che danno il via libera alla riforma del Terzo settore. Si cerca così di rendere omogeneo un settore alquanto variegato individuando ancora più precisamente quali enti ne fanno parte e chi ne è escluso.

Tra le novità più rilevanti spiccano la possibile anche l’abolizione della presentazione del modello Eas e l’introduzione di un registro unico nazionale che sostituirebbe i vari registri regionali che oggi costituiscono un vero e proprio caos in termini di accreditamento soprattutto per le associazioni che operano su più territori.
Cos’è il modello Eas

Il modello Eas – come abbiamo più volte ricordato – è stato introdotto nel 2009 [1]. Si tratta di un modello che deve essere presentato dagli enti di tipo associativo all’Agenzia delle Entrate, utile ai fini fiscali.

La compilazione del modello EAS, che si compone di 38 domande, presuppone che non venga svolta dall’ente alcuna attività commerciale in via esclusiva o prevalente. Attraverso l’Eas l’associazione deve fornire una serie di informazioni riguardanti:

lo statuto,
lo svolgimento della vita associativa,
la composizione dell’ente,
le attività svolte,
il legale rappresentante e tutti i membri del direttivo,
l’eventuale presenza di dipendenti,
i contributi erogati dai soci o da enti pubblici e/o privati
alcune indicazioni riguardanti eventuali raccolte fondi.

Viene poi richiesto, in particolare, alle domande 35 e 36, la forma prescelta per la redazione dell’atto costitutivo e dello statuto e la presenza all’interno di tali documenti dei requisiti di cui al comma 8 dell’art. 148 del TUIR dalla lettera a) alla lettera f) e del comma 7 dell’art. 4 del DPR 633/72: requisiti questi essenziali per non perdere la qualifica di ente associativo e poter continuare a fruire della decommercializzazione delle attività.
A cosa serve l’Eas?

Una comunicazione che ha finalità esclusivamente di tipo fiscale e nasce con l’intento di contrastare la concorrenza sleale effettuata da alcuni operatori, riuscendo ad acquisire maggiori informazioni e una conoscenza più puntuale sul mondo associativo.